lunedì 17 marzo 2014

SAINT PATRICK'S DAY E L'IRLANDA


Ogni anno il 17 marzo si festeggia il giorno di San Patrizio, patrono d’Irlanda. Una festa  all’insegna della birra e del divertimento e talmente popolare che la si celebra ormai in tutto il mondo.  Detta affettuosamente Paddy’s Day  è per il paese un giorno di orgoglio, tradizione e celebrazioni ed ha come tema unificante il colore verde in omaggio all’Isola Smeraldo. In particolare sui vestiti sboccia il trifoglio, emblema della festa, si organizzano parate, cortei, spettacoli e concerti e ovviamente si canta, si balla, si beve e si ascolta musica irlandese.
Non so chi di voi sia stato in Irlanda e quanti conoscano la sua cultura e le antiche tradizioni .
Un viaggio in questo paese rappresenta la classica esperienza che lascia il segno, qualcosa di indelebile che non si dimentica. Mi sono chiesta tante volte da cosa derivi questa sorta di magica atmosfera, questa forte sensazione che provo ogni volta che ripenso ai posti che ho visto e alle emozioni che ho provato. Penso sia una sorta di combinazioni di fattori che rende la magia di quest'isola reale e che si percepisce subito dopo pochi giorni di soggiorno. I paesaggi innanzitutto sono superbi e incredibilmente suggestivi: immensi prati verdi, dolci colline e imponenti scogliere a picco sull'oceano che creano un paesaggio maestoso e selvaggio. Qui il verde è di un colore ancora più intenso e per le sue strade quasi deserte si incontrano più pecore che persone. Si cammina per molti chilometri circondati solo dalla natura ed un senso di pace ti pervade fin dentro l'anima. I castelli e resti di abbazie la fanno da padrona, retaggio di un fiero popolo celtico, ancora insito nell'orgoglio di ogni irlandese. Ma tutto ciò ancora non basta per completare la magia dell'Irlanda.
La visione più completa si ha inserendo un altro fondamentale fattore: il lato umano. Già, perché questo popolo è famoso per la sua incredibile ospitalità, orgoglioso della propria storia e delle proprie tradizioni. Non mi sono mai sentita una straniera, non ho mai avuto una sensazione di desolazione e di distacco, nemmeno uscendo di notte nel più sperduto dei paesi. Il pub è sempre presente, radicato profondamente nella cultura irlandese, e rappresenta molto di più di un semplice locale. E' un punto di incontro e di divertimento, dove si beve birra (tanta) e si parla col vicino, indifferentemente che sia del posto o che venga dall'altra parte del mondo. E poi c'è sempre musica dal vivo, una miriade di gruppi con talento che suonano ottimi repertori e fanno divertire e ballare la gente. Eccezionale poi, inutile dirlo, quella celtica, che rimane davvero nel cuore.
In Irlanda, come si usa dire, "non esistono stranieri, esistono solo amici che non hai ancora incontrato".
È difficile spiegare a parole tutte le sensazioni e tutte le emozioni che si provano durante un viaggio su quest'isola. Si parla sempre di "mal d'Africa" ma vi assicuro che esiste anche il "mal d'Irlanda", chiedetelo a chi già c'è stato e vedrete cosa vi risponderà. La magia ti cattura dal momento in cui metti piede sulla sua terra e non ti lascia più per tutto il resto della vita.

Fáilte go hÉireann !






 









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