domenica 24 novembre 2013

"SANTERIA"...UN PICCOLO LABORATORIO DI CREATIVITA'

                          
   
La Santeria è un interessantissimo spazio artistico e multifunzionale situato nella ex sede storica del famoso gruppo "esterni"  in uno spazio industriale recuperato e ristrutturato alla perfezione. Se non fosse Milano, potresti pensare di essere nel Meatpacking District a New York.
Un piccolo laboratorio di creatività culinaria, con una piacevole caffetteria, una libreria con interessanti titoli di case editrici indipendenti, un negozio di vestiti con indipendent brands ed un reparto dedicato alla musica ed ai vinili. Esistono  inoltre degli uffici per il co-working per creare e condividere ore di lavoro in un ambiente creativo e dinamico ed uno spazio per mostre, eventi temporanei e corsi.
Uno spazio così che riesce a coniugare lavoro cultura ed entertainment è davvero interessante
Tenete d'occhio il calendario degli eventi sul sito perché ce ne sono di molto interessanti: che sia una mostra, un dj set, una proiezione di film o di un documentario.
Contente d'aver trovato un altro piccolo angolo nascosto nella mia Milano.
   
SANTERIA
 Via Paladini 8a   

 


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giovedì 21 novembre 2013

LA LIBERTA' SULLA ROUTE 66


Viaggiare lungo la Route 66 è un esperienza indimenticabile  per i veri amanti dell'America e dei viaggi on the road. Significa libertà attraverso spazi sterminati, non importa per arrivare dove, ma certi di aver sempre qualcosa di nuovo da scoprire. Ho percorso solamente un piccolo tratto di questa storica strada attraverso l'Arizona e la California, ma me ne sono perdutamente innamorata. A distanza di anni me lo ricordo ancora come uno dei più bei viaggi fatti.
La vera attrazione, la vera magnificenza di questa strada è la capacità che ha di teletrasportarti indietro nel tempo. Molti paesi e villaggi che attualmente sono un po' decaduti, mantengono quell'atmosfera ricca di gloria passata. Motel, insegne al neon di locali e ristoranti, ponti e vecchie stazioni di benzina in disuso, a distanza di anni sono lì a testimoniare e a farci sognare l'antico splendore e a raccontarci un pezzo di storia americana. Luoghi da poter visitare, luoghi che hanno un fascino del tutto particolare, dove il tempo sembra essersi fermato, e dove l'atmosfera ha qualcosa di "particolare".
E’ un viaggio alla ricerca del mito USA, immortalato in molti libri e canzoni. Eletta meta del vagabondaggio esistenziale beat, la Route 66 è stata il simbolo della ribellione e della libertà per gran parte dei ragazzi americani e del mondo intero, che si persero e si ritrovarono sulle pagine di “On the road”, il magnifico libro di Jack Kerouac.

Il viaggio, lungo i suoi 3.945 km, è una continua scoperta, un susseguirsi di paesaggi differenti, di cieli sempre bassi e paesaggi unici. Di vera America, di vita quotidiana e di una realtà che a volte sa di abbandono e a volte di rinascita. Sembra di vivere un film, si incontrano luoghi e persone veramente straordinari, fieri di avere ancora un ruolo in questa strada dimenticata.

Un tratto d'asfalto in un mondo a parte, fatto di libertà, di sogni e di speranze...un viaggio per sognatori..
...."Le uniche persone che esistono per me sono i pazzi, i pazzi di voglia di vivere, di parole, di salvezza, i pazzi del tutto e subito, quelli che non sbadigliano mai e non dicono mai banalità ma bruciano, bruciano, bruciano come favolosi fuochi d’artificio gialli che esplodono simili a ragni sopra le stelle e nel mezzo si vede scoppiare la luce azzurra e tutti fanno "Oooooh!"...

Jack Kerouac "On the road" 1957


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giovedì 7 novembre 2013

L'ARTE AL CIMITERO MONUMENTALE


Grande e maestoso il Monumentale è più che un semplice cimitero è uno straordinario museo "en plein air". Tra le stradine silenziose e i grandi cipressi, si scoprono monumenti famosi  di personaggi importanti della storia sia milanese che italiana ed è indubbiamente uno dei posti più affascinanti della città. Tombe che sono reali capolavori, statue, sculture, affreschi e mosaici progettate dai più grandi scultori del Novecento che illustrano  la storia della città e la sua vicenda artistica.
Le grandi famiglie della borghesia imprenditoriale milanese dai Bocconi ai Falck, dai Campari ai Motta, dai Rizzoli ai Borletti, affidarono infatti la realizzazione dei loro mausolei ad architetti e scultori famosi  come Mino Fiocchi, Giò Ponti, Giannino Castiglioni e Arnaldo Pomodoro.
All'ingresso si trova il Famedio che è la memoria della città e degli uomini e donne cha hanno fatto grande la città di Milano. Nomi davvero illustri da Manzoni, Quasimodo,Carlo Cattaneo ed Hayez.
Il complesso è veramente immenso e non è facile percorrerlo senza perdersi tra le varie bellezze. Passeggiando per i viali alberati si respira silenzio e pace, romanticismo e poesia e nonostante sia un cimitero, sia da un punto di vista storico che da un punto di vista artistico merita assolutamente una visita.
  
Piazzale Cimitero Monumentale 
  


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venerdì 1 novembre 2013

"RED" ...LEGGI, MANGIA, SOGNA


Da poco più di un mese, in Piazza Gae Aulenti sotto il grattacielo Unicredit, è stato inaugurato  il nuovo concept di Feltrinelli chiamato RED, read, eat, dream ovvero leggi, mangia, sogna.
Circondati da libri e citazioni di poeti e scrittori è possibile fare colazione, pranzare e cenare seduti in uno dei tavoli sparsi tra i più di 5.000 titoli in vendita (nella bella stagione c’è anche il dehors). La cucina è curata dall'Antica Focacceria San Francesco e propone piatti tradizionali e regionali, curati sia nella scelta delle materie prime sia nella presentazione usando prodotti del presidio slow food.
L'ambiente è molto luminoso,curato nei dettagli e moderno. Vari tablet sono a disposizione per gli ospiti e il wi-fi è gratuito. Oltre ai libri nel locale si trova anche un reparto cartoleria e oggettistica e uno di food che propone alimenti e vini della tradizione italiana, selezionati da Feltrinelli.
Non ho trovato l'ambiente intimo e rilassato delle libreria che amo, ma rimane comunque un posto piacevole e originale dove fare uno spuntino tra un acquisto e l'altro.

«Non c'è amore più sincero di quello per il cibo».
George Bernard Shaw

 

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